Inclusione alunni con Bisogni Educativi Speciali

Piano per l'inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Per potenziare la cultura dell’inclusione scolastica e per meglio rispondere alle esigenze di ogni alunno, l’Istituto Superiore “ G.Vico” si impegna nella elaborazione di un PIANO ANNUALE DI INCLUSIVITA’ che vede come principali destinatari quegli alunni che presentano bisogni educativi speciali.

I BES comprendono:

disabilità(ai sensi della Legge 104/92, Legge 517/77); ( diagnosi certificata: PEI)
disturbi evolutivi specifici (Legge 170/2010, Legge 53/2003); ( diagnosi certificata/o non certificata: PDP)
alunni con svantaggio socio-economico; svantaggio linguistico e/o culturale.
Obiettivo principale è la riduzione delle barriere che limitano l’apprendimento e la partecipazione sociale attraverso l’utilizzo di facilitatori e l’analisi dei fattori contestuali, sia ambientali che personali.

Il Consiglio di classe deve predisporre un piano didattico personalizzato (PDP) che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti per tutti gli alunni individuati in situazione di svantaggio scolastico, tranne nei casi di disabilità. Il PDP deve essere firmato dalla famiglia, dal Consiglio di classe e dal Dirigente Scolastico.

DISABILITA’

A) Piano Educativo Individualizzato (PEI)

Per gli alunni con disabilità certificata è prevista la formulazione del Piano educativo Individualizzato (PEI) ad opera del GLH operativo.

B) Piano Didattico Personalizzato (PDP)

Per gli alunni con DSA le misure indicate riguarderanno le metodologie didattiche attraverso un’azione formativa individualizzata e personalizzata e attraverso l’introduzione di strumenti compensativi e misure dispensative; negli altri casi si potranno esplicitare progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita e gli strumenti e strategie didattiche.
L’attivazione del PDP è deliberata in Consiglio di classe, firmato dal Dirigente Scolastico, dai docenti e dalla famiglia. La famiglia autorizza in forma scritta il trattamento dei dati sensibili.

ALUNNI CON DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI

Alunni con DSA (Legge 170 dell’ 8 ottobre 2010 e al D.M. 12 luglio 2011)

I disturbi specifici di apprendimento (DSA) si distinguono in dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia; riguardano alcune specifiche abilità dell’apprendimento di alunni con capacità intellettive adeguate all’età anagrafica.

La Legge 170/2010 dispone che le istituzioni scolastiche garantiscano “l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata” come strumento di garanzia del diritto allo studio introducendo strumenti compensativi e misure dispensative.

Il processo di gestione e produzione della documentazione relativa agli alunni con DSA prevede due articolazioni corrispondenti rispettivamente alla redazione del PDP per gli alunni DSA accertati e all’individuazione di alunni a rischio DSA (screening DSA).

Entrambe le procedure sono gestite dal coordinatore di classe.

Alunni con altri disturbi evolutivi specifici

Gli alunni con disturbi specifici che non rientrano nella categorie stabilite dalla Legge 104/92 possono usufruire di un piano di studi personalizzato e delle misure previste dalla Legge 170/2010.

Rientrano in questa categoria ad esempio gli alunni con:

-deficit del linguaggio;

-deficit delle abilità non verbali;

-deficit nella coordinazione motoria;

-deficit dell’attenzione e iperattività (in forma grave tale da compromettere il percorso scolastico);

-funzionamento cognitivo limite;

-disturbo dello spettro autistico lieve (qualora non previsto dalla legge 104) ecc.

Predisposizione del Piano di studi personalizzato

Il Consiglio di classe predispone gli interventi di inclusione assumendosi la responsabilità pedagogico-didattica. Possono essere previste misure compensative e dispensative, nonché progettazioni e strategie didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita. Qualora la certificazione clinica o la diagnosi non sia stata presentata, il Consiglio di Classe dovrà motivare opportunatamente le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche.

  • La famiglia collabora alla stesura del PDP assumendo la corresponsabilità del progetto educativo.
  • Il Consiglio di Classe delibera l’attivazione di un percorso individualizzato e personalizzato.

ALUNNI CON SVANTAGGIO SOCIO-ECONOMICO, LINGUISTICO E/O CULTURALE

1) Area dello svantaggio socioeconomico e culturale

Tali tipologie di Bes, fermo restando le procedure descritte precedentemente, dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi come, ad esempio, la segnalazione degli operatori dei servizi sociali oppure di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche.

Gli interventi predisposti potranno essere di carattere transitorio.

2) Area dello svantaggio linguistico e culturale.

Prendendo spunto dalle indicazioni fornite dalla normativa vigente in materia, in particolare il Decreto Legislativo 286/98 all’art. 38 (Testo Unico delle disposizioni sull’immigrazione) e il relativo Regolamento attuativo, il DPR 394/99 all’art. 45 le cui disposizioni vengono recepite dalla C.M. 24/2006 che detta le “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”, il nostro Istituto, in seguito all’aumento di alunni stranieri nelle classi, predispone alcune linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri:

  1. definire pratiche condivise all'interno dell'Istituto in tema di accoglienza di alunni stranieri, anche recuperando esperienze già attuate (le esperienze verranno inserite in appendice);
  2. facilitare l'ingresso a scuola degli alunni stranieri e sostenerli nella fase di adattamento nel nuovo ambiente;
  3. entrare in relazione con la famiglia immigrata;
  4. favorire un clima di accoglienza nella scuola;
  5. definire compiti e ruoli degli operatori scolastici coinvolti ;
  6. offrire alcune indicazioni generali sulla programmazione del curricolo e sulla valutazione;
  7. suggerire modalità di intervento per l'apprendimento della lingua Italiano L2;
  8. individuare le risorse necessarie per tale intervento;
  9. promuovere la comunicazione e la collaborazione tra scuole e tra scuole e territorio sui temi dell'accoglienza e dell'educazione interculturale.

L’Istituto d’Istruzione Superiore “Ovidio” di Sulmona si propone di potenziare la cultura dell’inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di ogni alunno che, con continuità o per determinati periodi, manifesti Bisogni Educativi Speciali.

A tal fine intende:

  • creare un ambiente accogliente;
  • sostenere l’apprendimento attraverso una revisione del curricolo, sviluppando attenzione educativa in tutta la scuola;
  • promuovere l’attiva partecipazione di tutti gli studenti al processo di apprendimento;
  • centrare l’intervento sulla classe in funzione dell’alunno;
  • favorire l’acquisizione di competenze collaborative;
  • promuovere culture politiche e pratiche inclusive attraverso una più stretta collaborazione fra tutte le componenti della comunità educante.

Obiettivo principale è la riduzione delle barriere che limitano l’apprendimento e la partecipazione sociale attraverso l’utilizzo di facilitatori e l’analisi dei fattori contestuali, sia ambientali che personali.

Destinatari

Sono destinatari dell’intervento a favore dell’inclusione scolastica tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali comprendenti:

  • disabilità(ai sensi della Legge 104/92, Legge 517/77);
  • disturbi evolutivi specifici(Legge 170/2010, Legge 53/2003);
  • alunni con svantaggio socio-economico; svantaggio linguistico e/o culturale.

RISORSE

Risorse umane

  • Dirigente Scolastico
  • Coordinatore per le attività di sostegno
  • Referente DSA
  • Figura strumentale per l’autovalutazione d’istituto
  • Docenti per le attività di sostegno
  • Coordinatori di classe
  • Personale ATA

Organi collegiali:

  • Gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI)

L’Istituto d’Istruzione Superiore “Ovidio” istituisce il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI) al fine di realizzare appieno il diritto all’apprendimento per tutti gli alunni in situazione di difficoltà, come stabilito dalla D.M. 27 dicembre 2012 e dalla Legge 53/2003, attraverso la programmazione di un” Piano Annuale per l’Inclusione”.

Compiti e funzioni del GLI

  1. Rilevazione dei BES, monitoraggio e valutazione
  2. Raccolta e documentazione degli interventi educativo-didattici
  3. Consulenza e supporto ai colleghi sulle strategie e metodologie di gestione delle classi
  4. Raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai G.L.H. operativi
  5. Elaborazione di un “Piano Annuale per l’Inclusione”
  6. Interfaccia con CTS e servizi sociali e sanitari territoriali per attività di formazione, tutoraggio ecc.

Composizione del gruppo

E’ presieduto dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato; è costituto dal gruppo di sostegno, dal coordinatore del progetto di accoglienza e dal referente L2, dalle figure strumentali, da una rappresentanza dei docenti coordinatori.

Consiglio di Classe

Il Consiglio di classe ha il compito di indicare in quali casi sia opportuna e necessaria l’adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative e dispensative sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche, e sulla base della eventuale documentazione clinica e/o certificazione fornita dalla famiglia.

  • Coordinamento con il GLI
  • Comunicazione con la famiglia ed eventuali esperti
  • Predisposizione del PDP

Il Consiglio di classe deve predisporre un piano didattico personalizzato (PDP) che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti per tutti gli alunni individuati in situazione di svantaggio scolastico, tranne nei casi di disabilità. Il PDP deve essere firmato dalla famiglia, dal Consiglio di classe e dal Dirigente Scolastico.

GLH operativo

Il GLH operativo elabora il piano educativo individualizzato in presenza della certificazione di disabilità, come stabilito dalla legge 104/92.

GLH d’Istituto

E’ composto dal DS, dal coordinatore delle attività di sostegno, dai docenti di sostegno, dai rappresentanti dei servizi territoriali e dalle famiglie.

Dopo aver discusso e recepito la proposta di “Piano Annuale per l’inclusione”, nel mese di settembre il GLI adatta la proposta di Piano Annuale per l’inclusione in base alle risorse assegnate alla scuola.

Collegio dei Docenti

  • Discute e delibera il piano annuale.
  • All’ inizio di ogni anno scolastico discute e delibera gli obiettivi proposti dal GLI da perseguire e le attività da porre in essere che confluiranno nel piano annuale di inclusione.
  • Al termine dell’anno scolastico verifica i risultati ottenuti.

Risorse strumentali

Nell’arco degli anni la scuola si è dotata di attrezzature e ausili informatici specifici che possano rispondere in modo adeguato ai bisogni speciali dei nostri alunni con bisogni educativi speciali come la lavagna interattiva multimediale, audiobook, tastiera facilitata, dattilobraille, sintesi vocale.

MODALITA’ D’INTERVENTO

L’Istituto cerca di migliorare il proprio livello di inclusione coordinando tutti i progetti per alunni con Bisogni Educativi Speciali in una strategia che accresca la capacità della scuola di rispondere ai bisogni delle diversità. A tal fine il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione, oltre a riunirsi collegialmente, si è suddiviso in gruppi di lavoro per raggiungere la massima efficacia d’intervento, secondo la seguente articolazione:

A livello di istituto

Organizzazione scolastica generale

  • classi aperte
  • compresenza
  • uso specifico della flessibilità

Sensibilizzazione generale

  • Promozione di attività di sensibilizzazione generale, attraverso cicli di film, letture ed altro, al fine di evitare atteggiamenti pietistici e compassionevoli.

Articolazione degli spazi e delle posizioni

  • Accessibilità interna ed esterna
  • Ubicazione delle classi
  • Posizione dei banchi

Rapporti con le famiglie e il territorio

  • ASL
  • Famiglie
  • Associazioni coinvolte nel sociale

Formazione

L’Istituto propone attività di aggiornamento e formazione per tutti i docenti in relazione ai temi dell’educazione inclusiva e, in particolare, per migliorare la loro capacità di attivare le metodologie dell’apprendimento cooperativo e del per tutoring.

A livello di gruppo-classe

  • Utilizzo dei modelli di apprendimento cooperativo e di tutoring;
  • Potenziamento del metodo di studio soprattutto nelle classi prime durante il periodo dedicato all’accoglienza;
  • Recupero dei prerequisiti per le classi prime durante il periodo dedicato all’accoglienza;
  • Attivazione di percorsi inclusivi;
  • Elaborazione chiara dei livelli minimi attesi per le varie discipline.

Specifico per l’alunno con BES

Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato redatto in un piano che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare, attraverso un’elaborazione collegiale, le scelte educativo-didattiche.

A) Piano Educativo Individualizzato (PEI)

  • Per gli alunni con disabilità certificata è prevista la formulazione del Piano educativo Individualizzato (PEI) ad opera del GLH operativo.

B) Piano Didattico Personalizzato (PDP)

  • Per gli alunni con DSA le misure indicate riguarderanno le metodologie didattiche attraverso un’azione formativa individualizzata e personalizzata e attraverso l’introduzione di strumenti compensativi e misure dispensative;
  • negli altri casi si potranno esplicitare progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita e gli strumenti e strategie didattiche.
  • L’attivazione del PDP è deliberata in Consiglio di classe, firmato dal Dirigente Scolastico, dai docenti e dalla famiglia. La famiglia autorizza in forma scritta il trattamento dei dati sensibili.

ALUNNI CON DISABILITA’

L’istituto accoglie gli alunni disabili organizzando le attività didattiche ed educative attraverso il supporto dei docenti specializzati, degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione, di tutto il personale docente ed Ata.

Il docente specializzato.

Il docente di sostegno svolge una funzione di mediazione fra tutti le componenti coinvolte nel processo di integrazione dell’alunno disabile, la famiglia, gli insegnanti curricolari, le figure specialistiche delle strutture pubbliche. All’inizio dell’anno scolastico, in base alle esigenze emerse dopo un congruo periodo di osservazione, stabilisce in accordo con il Dirigente scolastico un orario didattico temporaneo. A tal fine, si individuano insieme al C.d.C., le discipline in cui intervenire. Il docente specializzato cura i rapporti con i genitori e con la Asl di riferimento; redige congiuntamente con i referenti del Servizio sanitario nazionale, con i genitori e il Consiglio di classe il PEI ed il PDF; partecipa ai G.L.H.O., ai G.L.H. d’Istituto e alle riunioni del gruppo di lavoro per l’inclusione; tiene un registro per le attività di sostegno; alla fine dell’anno scolastico riferisce il suo operato in una relazione finale.

GLH d’Istituto

Composizione: Dirigente scolastico, referente dei docenti di sostegno, docenti per le attività di sostegno, referente Asl, genitori degli studenti disabili, referente personale Ata, referente Enti locali, operatori specialistici. Si riunisce due volte all’anno e/o ogni volta venga ritenuto necessario.

Compiti:

  • Analizza la situazione complessiva dell’Istituto con riferimento alle strutture, alle risorse umane e materiali, agli alunni in situazioni di disabilità.
  • Cura i rapporti con le Asl e con le associazioni delle persone disabili.
  • Formula proposte di tipo organizzativo e progettuale per il miglioramento dell’integrazione degli alunni disabili nell’istituto.
  • Propone le spese per l’acquisto di materiali ed attrezzature per le varie attività didattiche previste per ciascun P.E.I.

GLH operativi

Composizione: Dirigente scolastico, docente referente se necessario, docente coordinatore, docenti curricolari, docenti di sostegno dell’alunno disabile, genitori dell’alunno disabile, operatori Asl, A.E.C. se richiesto, altro personale che opera con l’alunno disabile.

Nel caso in cui fosse necessario, si prevede la possibilità di riunire G.L.H. straordinari, concordando la presenza degli operatori sanitari.

Funzioni:

  • Progettazione e verifica del PEI;
  • Stesura e verifica del PDF.
  • Individuazione e programmazione delle modalità operative, delle strategie, degli interventi e degli strumenti necessari all’integrazione dell’alunno disabile.

Referente per le attività di sostegno

Funzioni:

  • Competenze di tipo organizzativo (gestione delle risorse personali, contatti con i referenti della Asl, collaborazione con il Dirigente Scolastico per l’organizzazione delle attività di sostegno, convocazione del Gruppo di lavoro, coordinamento del Gruppo di Lavoro nello svolgimento delle varie attività).
  • Competenze di tipo consultivo (creazione di un archivio e di una banca dati di proposte didattiche integrate fruibili dai docenti, propone materiali inerenti le metodologie e le strategie didattiche).
  • Competenze di tipo progettuale e valutativo (predisposizione di modulistica, formulazione di progetti in base ai bisogni educativi emersi nell’Istituto e in base alle proposte del gruppo di lavoro per le attività di sostegno).

Scelte metodologiche e didattiche

All’interno delle varie classi con alunni con disabilità si adottano strategie e metodologie favorenti l’inclusione e il lavoro di gruppo come l’apprendimento cooperativo e il tutoring, le attività di tipo laboratoriale. Per programmare gli interventi didattici in base alle esigenze degli alunni si adotta, ove possibile, una programmazione per aree disciplinari.

Verifica e valutazione: gli studenti diversamente abili sono valutati in base al PEI.

Il PEI può essere: curricolare o globalmente riconducibile alla programmazione oppure totalmente differenziato. Le verifiche, orali e scritte, concordate con i docenti curriculari, possono essere equipollenti e/o prevedere tempi più lunghi di attuazione.

Individualizzazione dei percorsi d’apprendimento

Nella programmazione educativa individualizzata si promuoveranno itinerari che sollecitino l’autonomia personale, sociale e didattica, limitando quanto possibile la dipendenza dell’alunno dal docente per le attività di sostegno.

Nel caso di adozione di programmazione differenziata si svilupperanno tutti i raccordi possibili con la programmazione della classe in modo da favorire l’inclusione dell’alunno.

Le attività di sostegno si svolgono prevalentemente in classe, solo in casi rari ed eccezionali si possono prevedere attività in rapporto uno a uno.

Continuità educativo-didattica

L’istituto considera la continuità educativo-didattica come fattore facilitante il processo di apprendimento dell’alunno con disabilità e per questo si creano le condizioni, affinché l’insegnante per le attività di sostegno assegnato ad una classe permanga, per quanto possibile, anche negli anni successivi.

Procedure di accoglienza

Il referente per le attività di sostegno, o un docente di sostegno delegato, incontra i docenti della scuola di provenienza dell’alunno e i suoi genitori, nel mese di maggio, per formulare progetti per l’integrazione. Il referente verifica la documentazione pervenuta e attiva risposte di tipo organizzativo per accogliere l’alunno stesso (richiesta assistenza specialistica, assistenza di base, trasporto, strumenti e ausili informatici ecc…). Il docente per le attività di sostegno assegnato alla classe informa il Consiglio sulle problematiche relative all’alunno, incontra i genitori all’inizio dell’anno scolastico, prende contatti con gli specialisti della ASL, collabora con gli insegnanti curricolari al fine di creare un clima di collaborazione e di inclusione per gli alunni diversamente abili.

Il referente per le attività di sostegno predisporrà all’inizio dell’attività scolastica tutte le attività volte ad accogliere l’alunno diversamente abile, assieme al docente referente dell’accoglienza.

Gli alunni con disabilità grave saranno affiancati da un alunno tutor.

Durante l’accoglienza, il docente di sostegno assieme al C.d.C. proporrà attività di orientamento volte a migliorare l’efficacia dello studio.

Orientamento in entrata

Le famiglie che vogliono conoscere l’offerta formativa dell’Istituto per gli alunni disabili possono usufruire di un servizio di informazione e consulenza da parte del referente per le attività di sostegno, o altro docente di sostegno delegato. In base ai diversi bisogni educativi evidenziati, ai colloqui con i genitori e con i docenti della scuola di provenienza, si cerca di individuare il corso di studi più adatto all’alunno.

Orientamento in uscita

In base al “progetto di vita” individuato nel PEI, l’alunno e la famiglia possono usufruire di varie attività di orientamento. Tali attività vengono progettate in collaborazione con la figura strumentale competente.

Alternanza scuola-lavoro

Il docente di sostegno, su delega del consiglio di classe, collabora con la figura strumentale preposta a tale attività, per individuare le attività che l’alunno con disabilità può svolgere, per facilitare l’inserimento nell’attività di tirocinio e partecipare come tutor, se necessario.

Nell’ultimo GLH operativo del terzo anno e/o nel primo del quarto anno si stabiliscono le modalità più adeguate per costruire un percorso di alternanza scuola-lavoro, che vengono riferite alla figura strumentale; si tiene conto della compartecipazione degli Enti locali (soprattutto per i casi più gravi).

ALUNNI CON DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI

Alunni con DSA (Legge 170 dell’ 8 ottobre 2010 e al D.M. 12 luglio 2011)

I disturbi specifici di apprendimento (DSA) si distinguono in dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia; riguardano alcune specifiche abilità dell’apprendimento di alunni con capacità intellettive adeguate all’età anagrafica.

La Legge 170/2010 dispone che le istituzioni scolastiche garantiscano “l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata” come strumento di garanzia del diritto allo studio introducendo strumenti compensativi e misure dispensative.

Il processo di gestione e produzione della documentazione relativa agli alunni con DSA prevede due articolazioni corrispondenti rispettivamente alla redazione del PDP per gli alunni DSA accertati e all’individuazione di alunni a rischio DSA (screening DSA).

Entrambe le procedure sono gestite dal coordinatore di classe.

Redazione del PDP

Famiglia

Inoltra la documentazione alla segreteria didattica dell’istituto: all’atto dell’iscrizione o alla formulazione della diagnosi, con o senza richiesta del PDP. Assume la corresponsabilità del progetto educativo-didattico, collaborando alla stesura. Si impegna ad avere colloqui mensili con i docenti del Consiglio di classe e il coordinatore di classe.

La certificazione

La diagnosi presentata dalla famiglia può essere rilasciata da una struttura privata in via provvisoria, in attesa del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche o accreditate. Negli anni terminali le certificazioni dovranno essere presentate entro il 31 marzo (art.1 R.A. n.140 del 25 luglio 2012).

Segreteria

Informa le famiglie della possibilità di richiedere il PDP alla consegna della documentazione. Predispone l’elenco degli alunni DSA per il responsabile DSA della scuola.

Responsabile DSA

Consegna la documentazione al Consiglio di Classe e provvede all’eventuale convocazione degli specialisti e dei genitori, su esplicita richiesta della famiglia.

Consiglio di classe e coordinatore

Valuta la necessità di un PDP per l’alunno. Se richiesto dalla famiglia o ritenuto necessario dal consiglio di classe, anche in assenza di esplicita richiesta, predispone il PDP su apposito modello previsto dall’istituto e disponibile sul sito nell’area modulistica.

Consegna il PDP al Dirigente.

Il CdC monitora il piano di studi personalizzato nel corso dell’anno, il coordinatore comunica alla famiglia l’esito del monitoraggio.

Dirigente Scolastico

Prende visione del PDP e lo firma.

Coordinatore

Condivisione del PDP con le famiglie che deve essere firmato dai genitori, dall’alunno e dagli specialisti se presenti. Il PDP deve essere sottoscritto sia in caso di accettazione sia in caso di rifiuto.

Screening DSA

La procedura è in fase sperimentale e nel suo primo anno di applicazione. Essa prevede:

  • Formazione dei docenti coinvolti nella somministrazione e correzione delle prove di screening.
  • Predisposizione del materiale per la somministrazione delle prove collettive, comprensivo delle indicazioni per la somministrazione e la correzione, delle prove stesse e del modulo di autorizzazione per le famiglie.
  • Consegna del materiale ai coordinatori di classe che provvedono alla distribuzione ai docenti interessati e alla raccolta delle autorizzazioni che andranno in ogni caso depositate nel fascicolo dell’alunno.
  • Somministrazione delle prove.
  • Correzione delle prove da parte dei ccl e compilazione del report per l’analisi dei dati che deve riportare per ciascun alunno il numero di errori commessi in ogni prova.
  • Consegna dei report agli specialisti della ASL che collaborano con la scuola e analisi dei dati per l’individuazione degli alunni a rischio DSA:

- in caso di rischio elevato si consiglia alla famiglia il supporto di specialisti per l’eventuale formulazione di una diagnosi corretta,

- in caso di alunni borderline si provvede alla somministrazione delle prove individuali al termine della quali si valuterà l’opportunità di effettuare la segnalazione alla famiglia.

Alunni con altri disturbi evolutivi specifici

Gli alunni con disturbi specifici che non rientrano nella categorie stabilite dalla Legge 104/92 possono usufruire di un piano di studi personalizzato e delle misure previste dalla Legge 170/2010.

Rientrano in questa categoria ad esempio gli alunni con:

-deficit del linguaggio;

-deficit delle abilità non verbali;

-deficit nella coordinazione motoria;

-deficit dell’attenzione e iperattività (in forma grave tale da compromettere il percorso scolastico);

-funzionamento cognitivo limite;

-disturbo dello spettro autistico lieve (qualora non previsto dalla legge 104) ecc.

Individuazione

  • Il Consiglio di classe prende in esame la documentazione clinica e/o la certificazione presentata dalla famiglia.
  • Il Consiglio di classe, qualora ravvisi difficoltà nel percorso scolastico dell’alunno che possono essere riconducibili a disturbi evolutivi specifici, informa la famiglia.

Predisposizione del Piano di studi personalizzato

  • Il Consiglio di classe predispone gli interventi di inclusione assumendosi la responsabilità pedagogico-didattica. Possono essere previste misure compensative e dispensative, nonché progettazioni e strategie didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita. Qualora la certificazione clinica o la diagnosi non sia stata presentata, il Consiglio di Classe dovrà motivare opportunatamente le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche.
  • Il coordinatore di classe può chiedere la consulenza del GLI.
  • La famiglia collabora alla stesura del PDP assumendo la corresponsabilità del progetto educativo.
  • Il Consiglio di Classe delibera l’attivazione di un percorso individualizzato e personalizzato.

Attivazione del piano di studi personalizzato

Il piano di studi personalizzato può essere attivato solo se la famiglia lo sottoscrive. In caso di rifiuto la famiglia sottoscrive la non accettazione del piano.

Documentazione

Il coordinatore di classe è responsabile della documentazione che dovrà essere consegnata al Dirigente Scolastico che prende visione del PDP e lo firma.

Monitoraggio

Il coordinatore di classe informa il referente del GLI del percorso di inclusione attivato. Il monitoraggio del PDP sarà effettuato durante i Consigli di classe e durante gli incontri del Gruppo di Lavoro per l’Inclusione sul confronto dei casi.

Valutazione

Il Consiglio di classe assume la responsabilità pedagogico-didattica ai fini valutativi.

ALUNNI CON SVANTAGGIO SOCIO-ECONOMICO, LINGUISTICO E/O CULTURALE

1) Area dello svantaggio socioeconomico e culturale

Tali tipologie di Bes, fermo restando le procedure descritte precedentemente, dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi come, ad esempio, la segnalazione degli operatori dei servizi sociali oppure di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche.

Gli interventi predisposti potranno essere di carattere transitorio.

2) Area dello svantaggio linguistico e culturale.

Prendendo spunto dalle indicazioni fornite dalla normativa vigente in materia, in particolare il Decreto Legislativo 286/98 all’art. 38 (Testo Unico delle disposizioni sull’immigrazione) e il relativo Regolamento attuativo, il DPR 394/99 all’art. 45 le cui disposizioni vengono recepite dalla C.M. 24/2006 che detta le “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”, il nostro Istituto, in seguito all’aumento di alunni stranieri nelle classi, predispone alcune linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri:

  1. definire pratiche condivise all'interno dell'Istituto in tema di accoglienza di alunni stranieri, anche recuperando esperienze già attuate (le esperienze verranno inserite in appendice);
  2. facilitare l'ingresso a scuola degli alunni stranieri e sostenerli nella fase di adattamento nel nuovo ambiente;
  3. entrare in relazione con la famiglia immigrata;
  4. favorire un clima di accoglienza nella scuola;
  5. definire compiti e ruoli degli operatori scolastici coinvolti ;
  6. offrire alcune indicazioni generali sulla programmazione del curricolo e sulla valutazione;
  7. suggerire modalità di intervento per l'apprendimento della lingua Italiano L2;
  8. individuare le risorse necessarie per tale intervento;
  9. promuovere la comunicazione e la collaborazione tra scuole e tra scuole e territorio sui temi dell'accoglienza e dell'educazione interculturale.

Tali indicazioni trovano la loro attuazione in tre fasi fondamentali:

1. FASE AMMINISTRATIVO - BUROCRATICA: iscrizione - documentazione

CHI COSA QUANDO MATERIALI
Personale designato dalla segreteria

Dare prime informazioni sulla scuola

Richiedere la documentazione dell’alunno

Fissare un appuntamento con il docente referente (F.S.)

Al momento del primo contatto con la scuola

Materiali tradotti in varie lingue

Domanda iscrizione

Informazioni su orari e funzionamento della scuola

2. FASE COMUNICATIVO - RELAZIONALE: prima accoglienza o conoscenza

CHI COSA QUANDO MATERIALI

Docente F.S. e docenti della C.I.I.

Mediatori culturali (se necessari)

Colloquio con la famiglia per avere altre informazioni sulla storia scolastica dell’alunno e conoscere le sue aspettative

Lettura e valutazione delle informazioni raccolte utili alla scelta della classe

Confronto dei sistemi scolastici e dei programmi stranieri (se si possiedono) con quelli italiani

Formulazione della proposta di assegnazione alla classe

Comunicazione tempestiva ai docenti che accoglieranno l’alunno straniero

Promozione e attuazione di laboratori linguistici, individuando risorse interne ed esterne e spazi adeguati

A settembre, prima delle lezioni e durante l’anno scolastico ad ogni nuovo inserimento

Materiale informativo per l’alunno e per la famiglia

Documentazione relativa a sistemi, programmi e calendari scolastici

3. FASE EDUCATIVO - DIDATTICA: programmazione, italiano L2, valutazione, rapporti e collaborazione con il territorio

L’intervento educativo-didattico sarà definito in tutte le sue modalità nel mese di settembre, una volta acquisite le varie documentazioni, avvalendosi anche, eventualmente, della collaborazione del Mediatore culturale.

Precisazioni didattiche

Secondo la C.M. 24 del 1/03/2006 “Uno degli obiettivi prioritari nell'integrazione degli alunni stranieri è quello di promuovere l'acquisizione di una buona competenza nell'italiano scritto e parlato, nelle forme recettive e produttive, per assicurare uno dei principali fattori di successo scolastico e di inclusione sociale”.
È bene sapere che mentre la lingua per comunicare può essere appresa in un arco di tempo che va da un mese ad un anno, la lingua dello studio, necessaria per comprendere ed esprimere concetti e sviluppare l’apprendimento, richiede alcuni anni. Per cui, superata la fase iniziale di apprendimento della lingua come strumento di comunicazione, va prestata particolare attenzione alla lingua per lo studio perché rappresenta il principale ostacolo all’apprendimento delle discipline. È per tale motivo che la suddetta C.M. pone l’apprendimento e lo sviluppo della lingua italiana come seconda lingua al centro dell’azione didattica e afferma che tutti gli insegnanti di classe, di qualsivoglia disciplina, sono coinvolti in tale lavoro di alfabetizzazione.

Valutazione

Per la valutazione degli alunni stranieri è opportuno prendere in considerazione la situazione di eventuale svantaggio linguistico e rispettare i tempi di apprendimento dell'Italiano come L2. La valutazione degli alunni stranieri deve tener conto del raggiungimento degli obiettivi trasversali che sono comunque disciplinari quali:

  • impegno
  • partecipazione
  • progressione nell'apprendimento
  • eventuali condizioni di disagio

In assenza di norme specifiche per gli alunni stranieri si seguono gli orientamenti generali per gli alunni “in particolari situazioni d'apprendimento” della C. M 491/1996:

1. valutazione in itinere: più che mai non ai fini di “giudizio” ma per adattare il percorso didattico

2. primo quadrimestre: se alcune discipline non possono essere valutate, sul documento di valutazione si potrà utilizzare una formula simile alla seguente: “la valutazione non viene espressa perché l'alunno è nella prima fase di alfabetizzazione in lingua italiana”.
Per le discipline che possono essere valutate (sicuramente almeno l'italiano in rapporto al percorso di alfabetizzazione organizzato per l'alunno) si farà riferimento al percorso individualizzato.

3. Fine anno scolastico: la valutazione va espressa anche se l'iscrizione è molto tardiva. Si può utilizzare una formula simile alla seguente: “la valutazione si riferisce al percorso personale di apprendimento perché l'alunno non ha ancora completato la fase di alfabetizzazione in lingua italiana”.
Docente referente:  Maria Grazia Borrone

POF

Per una informazione completa sul Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) è possibile leggerlo al seguente link  copertina PTOF 1


 

Il Piano dell’Offerta Formativa costituisce il fondamentale documento programmatico nel quale la scuola delinea un proprio disegno curricolare ed organizzativo unitario e stabile attraverso una pluralità di azioni: analisi del contesto, diagnosi dei bisogni formativi degli alunni, puntualizzazione dei compiti formativi che si assumono, elaborazione di Piani Educativi Personalizzati, attivazione di un sistema di verifica e valutazione dei risultati, documentazione.

Il POF è una sorta di “carta d’identità” della scuola, nella quale viene esplicitata la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa, che viene adottata nell’ambito della propria autonomia. Il POF è pubblico e viene consegnato agli alunni e alle famiglie all’atto dell’iscrizione.

Il POF rappresenta, così come definito nella legge 59/97, il documento “costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche”. E’, pertanto, il progetto in cui si precisa e si definisce il percorso curricolare, extracurricolare ed educativo che si intende seguire, rispettando gli obiettivi stabiliti a livello nazionale e integrandoli con le richieste della comunità locale.

Elaborato dal Collegio Docenti ed adottato dal consiglio di istituto che definisce gli indirizzi generali, tale progetto deve anche indicare le modalità organizzative che la stessa scuola si propone di attuare. Il territorio è finalmente considerato nella sua complessa realtà sociale e culturale, è visto altresì nella sua ricchezza di tradizioni, di valori civili e religiosi e di opportunità formative.
Un altro fattore che distingue il POF è che tale progetto, sempre secondo la legge 59/97, è pubblico nel senso che va “consegnato agli alunni e alle famiglie all’atto dell’iscrizione”, per cui la chiarezza e la trasparenza ne divengono caratteristiche essenziali.
Con il POF, la scuola si riorganizza internamente al fine di disporre nella maniera più adeguata delle proprie risorse, per poi proiettarsi all’esterno e stabilire un fecondo canale di comunicazione con l’utenza. Tutto il discorso sull’autonomia in fondo muove verso alcune precise direzioni.
La scuola desidera prestare maggiore attenzione alle richieste degli allievi e delle famiglie. Di conseguenza, volendo porsi su un piano di efficienza e funzionalità, si impegna a rilanciare la qualità dei servizi offerti, assumendosi notevoli responsabilità.

Emerge, inoltre, la necessità da parte della stessa di rendere conto del proprio operato, e di attuare un processo di valutazione fondato su un controllo sistematico e continuo che si prefigge di verificare il servizio scolastico, modificandone eventualmente i metodi e le strategie di organizzazione. In sintesi, una scuola, che vuole assicurare un efficiente e valido servizio, deve necessariamente collocarsi su un piano di affidabilità, rendicontabilità e responsabilità.

La scuola concretizza gli obiettivi nazionali in percorsi formativi di crescita sociale e di apprendimento, riconoscendo e valorizzando le diversità, promuovendo le potenzialità di ciascuno, realizzando iniziative di recupero, sostegno, continuità e di orientamento. Per adempiere a queste importanti funzioni deve poter organizzare una serie di interventi mirati, e creare una rete di accordi tali da orientare tutte le sue risorse verso gli stessi obiettivi. Le risorse professionali sono, quindi, strutturate negli organi collegiali che lavorano di concerto affinché gli alunni possano raggiungere il successo formativo. In sostanza, il cittadino che si avvicina alla scuola è un cittadino che viene aiutato a interpretare le aspirazioni e le esigenze sociali, è un cittadino/utente che fruisce attivamente del servizio e può riporre la fiducia necessaria in una siffatta istituzione, che perde in tal modo quella posizione di supremazia e di distacco che l’avevano caratterizzata in passato.Ciò comporta l’avvio di processi di valutazione e di autovalutazione del Piano dell’offerta formativa proposto e realizzato dalle singole realtà scolastiche. Il valutare costituisce appunto il tassello finale attraverso cui la scuola si fa "impresa educativa".

Ogni istituzione autonoma dovrà perciò valutare:

- i percorsi didattico-educativi progettati e realizzati

- il "cammino" compiuto dal ragazzo in formazione

- il proprio "stile"educativo

- la propria organizzazione come "organizzazione che apprende".

Il tutto entro un quadro di standard di qualità del servizio e di obiettivi generali del processo formativo, nonché di obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni, definiti a livello nazionale.”

(Tratto da dispense del corso di formazione all'insegnamento Università degli Studi di Napoli n.2)

La scuola in Europa

Il Consiglio europeo di Lisbona (il Consiglio europeo ha tenuto nel marzo del 2000 una sessione straordinaria a Lisbona per concordare obiettivi e strategie per l'occupazione) afferma che "l'Europa è entrata indiscutibilmente nell'era della conoscenza", che "la società della conoscenza porta con sé il valore della cittadinanza attiva … che a sua volta presuppone quello dell'educazione lungo tutto l'arco della vita". L'apprendimento diviene una condizione permanente per tutta la vita.

“La società in cui viviamo deve contare su un sistema scolastico e formativo idoneo, capace di offrire servizi moderni e di elevato profilo, in grado di garantire a tutti, e per tutto l’arco della vita, il diritto all’istruzione e alla formazione, di fornire competenze ed abilità ampie e consapevoli, di comprendere e dominare fatti ed eventi complessi. Deve trattarsi,in effetti di un sistema che punti sul ruolo e sulla centralità della persona che investa sui valori e sui diritti fondamentali di eguaglianza,di libertà, di solidarietà, di cooperazione, che tenda al successo scolastico in termini di raggiungimento di risultati che assicurino allo studente un impianto culturale solido e flessibile tale da coniugare gli aspetti cognitivi dell'apprendimento con quelli applicativi e pratici, che si raccordi strettamente al mondo della produzione e del lavoro, che costituisca fattore fondamentale di progresso non solo umano, culturale e sociale ma anche economico, che concorra a rimuovere efficacemente disagi,disuguaglianze,contrasti,emarginazioni e disoccupazione” (progetto Qualità “Annali della Pubblica Istruzione” Roma 1998, pagg.3-4)

I nostri Licei recepiscono gli obiettivi europei per i sistemi di istruzione e formazione, stabiliti dal Consiglio Europeo di Lisbona che si concretizzano nei seguenti punti di seguito ricordati:

  • migliorare la qualità e l’efficacia dei servizi e dell’offerta di istruzione e formazione;
  • agevolare l’accesso a tutti ai sistemi di istruzione e formazione;
  • aprire al mondo esterno i sistemi di istruzione e formazione.

Il Programma Operativo Nazionale “La scuola per lo sviluppo” si impegna a promuovere:

  • l’istruzione e la formazione dei docenti;
  • il miglioramento della qualità del sistema scolastico con particolare attenzione ai giovani che hanno maggiori difficoltà di apprendimento;
  • l’apprendimento delle lingue straniere
  • la riduzione della dispersione scolastica;
  • la realizzazione di opportunità per l’alternanza scuola/lavoro
  • la formazione all’imprenditorialità
  • la cittadinanza attiva e la coesione sociale

Atti di Indirizzo

In linea con gli obiettivi di Lisbona il Consiglio di Istituto ha approvato i seguenti Atti di Indirizzo cui si ispirano le scelte educative e culturali dei nostri Licei:

  • Prevenzione
  • Inclusione
  • Progettazione per competenze
  • Sostegno alle competenze chiave di cittadinanza
  • Apertura all’Europa

La scuola si impegna pertanto a:

  • incrementare l’istruzione e la formazione dei docenti con attività di aggiornamento promosse dall’Istituto Scolastico Regionale d’Abruzzo e da altri enti preposti;
  • migliorare la qualità del sistema scolastico attraverso la realizzazione progressiva di un Progetto di Autovalutazione già in essere nel Vico a partire dall’ a.s. 2010-2011 in collaborazione con la Fondazione San Paolo Scuola e con l’Istituto Scolastico Regionale d’Abruzzo;
  • garantire un ambiente aperto all’apprendimento attraverso l’introduzione di attività didattiche finalizzate all’ottimizzazione del metodo di studio e all’attuazione di una progettazione per competenze condivisa in sede dipartimentale;
  • sostenere la cittadinanza attiva, le pari opportunità e la coesione sociale attraverso un’attenta progettazione delle competenze chiave di cittadinanza, la promozione di iniziative di alternanza scuola-lavoro rivolte anche agli alunni diversamente abili.
  • in tutti i licei, in conformità con la normativa vigente, sono inseriti insegnamenti secondo la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning) che prevede l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera;
  • sviluppare le competenze informatiche attraverso l’avviamento di corsi ECDL aperti a tutti gli alunni del Polo;
  • rafforzare la cooperazione europea mediante l’attivazione dei Progetti Internazionali e di alternanza scuola-lavoro.

Dove siamo

TERRITORIO

La provincia dell’ Aquila si estende nella parte occidentale della Regione e comprende 108 Comuni che si concentrano soprattutto nel complicato sistema di conche, valli ed altopiani della circoscrizione aquilana. Risulta essere prevalentemente montuosa e di inveterata tradizione agro-pastorale e silvicola. Fucino, Valle Peligna e Conca aquilana, zone pianeggianti che intervallano le catene montuose, sono ad alta densità di insediamenti residenziali e produttivi e rappresentano il fulcro del sistema dei collegamenti. Sita al centro della Valle Peligna, Sulmona naturalmente raccoglie gli abitanti dei piccoli paesi ad essa limitrofi ed è per questo specifico motivo che il nostro Istituto registra un elevatissimo tasso di pendolarismo pari al 70 per cento degli alunni iscritti. Per ciò che concerne l’economia si registra una regressione della stessa legata a molti fattori che interagiscono tra loro. In particolare la città di Sulmona ha registrato negli ultimi anni lo smantellamento di importanti insediamenti industriali con conseguente crisi occupazionale.

Perché iscriversi ad un Liceo Umanistico

La società di oggi è basata sul pragmatismo ed è alla ricerca continua dell’utile sempre e comunque, per cui ci si domanda a cosa possa servire studiare arte, letteratura, storia, filosofia ed altre discipline umanistiche. Molti evidenziano il fatto che, per una società tecnologica, globalizzata e pragmatica, sarebbe più opportuno studiare discipline “più utili”, basate maggiormente su tecnica e matematica.

L’Italia è stata ed è ancora patria di grandi letterati, grandi artisti, grandi scultori che hanno lasciato un’impronta indelebile nella nostra cultura e testimonianze straordinarie della loro arte, tutto ciò rende il nostro paese quello più ricco di beni culturali. E’ pertanto un dovere morale, oltre che culturale, conoscere tali testimonianze e studiare materie come la storia, l’arte, la letteratura, la filosofia e lingue considerate “morte” dalle quali, però, ha avuto origine la nostra lingua italiana. Le stesse discipline possono diventare un mondo in cui rifugiarsi e trovare equilibrio morale e psichico quando veniamo inglobati dalla vita frenetica dei giorni di oggi. Molti sostengono che con “la cultura non si mangia”, ma essa potrebbe essere una delle fondamentali risorse investendo in beni culturali.

A conferma di tutto questo discorso citiamo un libro dal titolo “Non per profitto” della filosofa americana Martha C. Nussbaum che lancia un allarme sulla perdita del sapere umanistico che porterà, inevitabilmente, ad una crisi della democrazia e, conseguentemente, della libertà. La filosofa pone l’accento sul problema affermando che “molti paesi, attirati dal profitto, stanno escludendo alcuni saperi indispensabili a mantenere viva la democrazia”. Il rischio dell’investire esclusivamente in materie tecniche e scientifiche è produrre “macchine docili invece di cittadini in grado di pensare da soli”, individui non più in grado di produrre un pensiero critico ed autonomo.

Il pensiero critico si plasma con discipline che aprono la mente e che permettono di comprendere la complessità del mondo, tali sono: la letteratura, la filosofia, le arti, la storia, le lingue moderne ed antiche.

Pensiero critico e creatività sono fondamentali per trovare soluzioni anche quando sembra che non ci siano, quando l’economia è in crisi essi permettono di trovare risposte utilizzando il pensiero libero e non legato esclusivamente al profitto.

“Empatia e pensiero critico sono risorse fondamentali per vivere in democrazia” afferma la Nussbaum, essi si sviluppano attraverso lo studio delle discipline umanistiche che permettono all’individuo di formulare ed argomentare autonomamente e non diventare una “macchina docile” e un “non cittadino a pieno titolo”: Il cittadino a pieno titolo è, per la filosofa americana, colui che è capace di pensare ed argomentare da solo, mettere in discussione le consuetudini, comprendere i problemi e le sofferenze di altri individui.

Liceo Linguistico e Liceo delle Scienze Umane “Vico”

Sorto nel 1966 come Istituto Magistrale Giambattista Vico, oggi si presenta al territorio come una delle realtà educative più dinamiche ed innovative che ha saputo recepire ed interpretare nel tempo le istanze di cambiamento proprie di una società in continua trasformazione. Negli anni ha coniugato in modo efficace l’innovazione didattica con l’esperienza, predisponendo un ambiente scolastico accogliente, capace di promuovere i processi di integrazione e di valorizzazione delle diversità. Esperto nella formazione educativa e sociale, il Liceo Vico ha diversificato negli anni l’offerta formativa affinché quest’ultima risultasse competitiva e rispondente ai bisogni e alle vocazioni del territorio . Oggi il Liceo Vico registra la presenza di circa 613 alunni provenienti in buona parte da paesi limitrofi e anche della provincia di Pescara.

I tre indirizzi, Liceo Linguistico, Liceo Socio-psico-pedagogico e Liceo delle Scienze Sociali, seguendo le indicazioni dei nuovi regolamenti dei Licei, hanno dato luogo al Liceo delle Scienze Umane, al Liceo Economico Sociale al cui interno è attivato il Progetto motorio-sportivo, confermando il Liceo Linguistico. Nell’ambito del Liceo delle Scienze Umane è invece attivato il Progetto socio-sanitario.

La formazione culturale che si vuole ottenere attraverso i corsi di durata quinquennale attivati presso il “Vico”, è programmata attraverso una didattica ed una metodologia che privilegia la didattica per competenze e la sinergia degli insegnamenti.

Il Liceo Classico Ovidio

Il Liceo Ginnasio “Ovidio” fu istituito ufficialmente nell’anno scolastico 1935/36, ma l’edificio già dal 1686 è sede del Convitto dei Gesuiti e, dal 1865, del Convitto “Ovidio".
Nella sua secolare azione educativa si sono distinti docenti e si sono formati allievi che hanno svolto o svolgono tuttora una rilevante funzione intellettuale, dirigenziale, scientifica a livello nazionale e internazionale.
Tra questi il filosofo Giuseppe Capograssi, componente della Corte Costituzionale; il prof. Bruno Gentili, grecista, membro dell’Accademia dei Lincei; il prof. Francesco Sabatini, linguista, Presidente Emerito dell’Accademia della Crusca; il dott. Filippo Giorgi, scienziato, premio Nobel per la pace 2007 .
Negli ultimi anni il Liceo Classico ha arricchito l’impianto tradizionale di studi introducendo innovazioni nel metodo di insegnamento delle lingue greca e latina (metodo Oerberg); ha ampliato le possibilità formative offerte agli studenti con l’utilizzo delle nuove tecnologie e la realizzazione di scambi culturali con licei di Germania, Francia, Polonia, Turchia, Ungheria. Il Liceo opera in sinergia con enti territoriali, come la Camera di Commercio dell’Aquila per l’attuazione di stage di alternanza scuola-lavoro, partecipa alla vita culturale della città e alle iniziative proposte dalle associazioni culturali locali.

Il Liceo Artistico Mazara

La "Scuola d'Arte e Mestieri" di Sulmona nasce nel 1902 grazie alla generosità del marchese Gentile Mazara ed affonda le sue radici in un territorio ricco di tradizioni artistiche e di secoli di notevoli produzioni artigianali.
Nel 1959 il Ministero della Pubblica Istruzione lo trasforma in Istituto d'Arte, con un corso triennale al termine del quale, con un esame interno, si consegue il diploma di Maestro d'arte.
Nel 1970 viene aggiunto al triennio un biennio sperimentale che si conclude con gli Esami di Stato per il Diploma di Maturità d'Arte Applicata.
Nel 1987 l'Istituto viene scelto come Scuola Pilota per il Piano Nazionale Informatica ed introduce lo studio di tale materia in tutte le classi del biennio.
Nell'A.S. 1995/96 viene autorizzata una Maxi-sperimentazione denominata "Progetto Michelangelo" con l'indirizzo Architettura ed Arredo e nell'A.S. 1996/97 la sperimentazione viene estesa anche all'indirizzo Moda e Costume.
A partire dall’ anno scolastico, 2010/2011, anno di entrata in vigore della Riforma Gelmini, L'Istituto Statale D'Arte è diventato Liceo artistico.
Il Liceo Artistico, nel quadro dell’ istruzione secondaria in Italia, rappresenta un’ istituzione fondamentale che non ha eguali nel panorama educativo europeo. La necessità della costituzione di un Liceo di alta formazione artistica affonda le proprie radici sia nella ben nota tradizione culturale italiana sia, soprattutto, nell’inestimabile patrimonio artistico presente nel nostro paese. La scuola ha una duplice finalità: quella di fornire le conoscenze teoriche, artistiche, letterarie, storiche e filosofiche, in grado di rendere gli studenti lettori consapevoli della “forma”, sia essa pittorica che scultorea o architettonica e quella di potenziare e sviluppare nei ragazzi la loro peculiare creatività e progettualità. Tutto ciò si raggiunge non soltanto attraverso una didattica tradizionale ma anche e soprattutto attraverso l’utilizzo di moderne tecnologie in ambito laboratoriale che siano in grado di aprire una finestra con la modernità e la contemporaneità. Nel Liceo, pertanto, i diversi itinerari didattici, pur nel rispetto dell’autonomia delle singole discipline e della libertà di insegnamento, concorrono sia a raggiungere gli obiettivi formativi richiesti dalle Indicazioni Nazionali sia a valorizzare le tematiche artistiche, caratterizzanti la scuola.
Il Liceo Artistico Mazara è strutturato secondo tre indirizzi disciplinari: Architettura e ambiente, Arti figurative, Design del gioiello e della moda.


I nostri recapiti

Segreteria : tel e fax 0864/53763

Presidenza: tel 0864/210366

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

sito internet: http://www.iisovidio.gov.it


I Licei collaborano con:

  • Amministrazioni comunali
  • Amministrazione provinciale
  • A.S.L.
  • Associazioni sportive
  • Associazioni culturali
  • Comunità Montana
  • Università
  • Istituti bancari
  • Cooperative economiche e sociali operanti nel territorio
  • Reti di scuole: Dives Fio - Pegaso

 

Sei qui: Home Offerta formativa POF Parte Comune Piano Offerta Formativa